Narrativa (2)
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    Nel cuore dell’isola di Hokkaido sorge il villaggio di Kakushimura dove gli uomini si allenano per diventare i migliori ninja del Giappone.

    Per generazioni è stato così, finché non sono nata io, una donna, figlia primogenita di uno dei più importanti clan.

    Mi è stato imposto un nome maschile, mi hanno ordinato di celare il mio volto e mettere a tacere la mia voce.

    Ho dovuto allenarmi duramente, come un uomo, per diventare ciò che i miei antenati volevano che fossi.

    Mi chiamo Nakagawa Sen e sono un ninja.


    Kunoichi Sen. Il Ninja Giusy Moscato  14,90

    Nel cuore dell’isola di Hokkaido sorge il villaggio di Kakushimura dove gli uomini si allenano per diventare i migliori ninja del Giappone.

    Per generazioni è stato così, finché non sono nata io, una donna, figlia primogenita di uno dei più importanti clan.

    Mi è stato imposto un nome maschile, mi hanno ordinato di celare il mio volto e mettere a tacere la mia voce.

    Ho dovuto allenarmi duramente, come un uomo, per diventare ciò che i miei antenati volevano che fossi.

    Mi chiamo Nakagawa Sen e sono un ninja.

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    Tutti siamo in perenne attesa.
    Qualcosa che potrebbe accade. Qualcuno che deve arrivare o partire, magari per sempre.
    Una vecchia panchina di legno, all’ombra della grande quercia in un parco comunale, è il palcoscenico delle storie che si muovono capitolo dopo capitolo.

    Un susseguirsi di personaggi che si incontrano, si sfiorano, si sfuggono, rappresentano le varie fasi della vita e le diverse sfumature dell’attesa.
    Una storia dall’andamento circolare, che si svolge nell’arco temporale di una settimana e che vede il suo inizio e la sua fine tratteggiati dagli stessi occhi innocenti, quelli di una bambina in attesa del ritorno del padre.
    Un sorriso, una carezza, un’assenza, un dolore. C’è spazio per ogni emozione, seduti giorno dopo giorno su quella panchina.
    Oggi verso il domani, semplicemente aspettando…


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    Waiting Daniel Di Benedetto  12,90

    Tutti siamo in perenne attesa.
    Qualcosa che potrebbe accade. Qualcuno che deve arrivare o partire, magari per sempre.
    Una vecchia panchina di legno, all’ombra della grande quercia in un parco comunale, è il palcoscenico delle storie che si muovono capitolo dopo capitolo. Un susseguirsi di personaggi che si incontrano, si sfiorano, si sfuggono, rappresentano le varie fasi della vita e le diverse sfumature dell’attesa.
    Una storia dall’andamento circolare, che si svolge nell’arco temporale di una settimana e che vede il suo inizio e la sua fine tratteggiati dagli stessi occhi innocenti, quelli di una bambina in attesa del ritorno del padre.
    Un sorriso, una carezza, un’assenza, un dolore. C’è spazio per ogni emozione, seduti giorno dopo giorno su quella panchina.
    Oggi verso il domani, semplicemente aspettando…