Intervista onirica a Filippo Mammoli
On 04/11/2020 | 0 Commenti

 

In questo mercoledì sospeso, credo di aver individuato la persona giusta.

L’uomo giusto al posto giusto.

Con lui ho parlato di scuola, di età, di senso del dovere, di cose che vanno chiuse e dell’essere in comunione con le persone.

Siore e siori, a voi, Filippo Mammoli!

 

Filippo, raccontaci il tuo sogno.

 

Entro in un edificio sconosciuto che però so essere una scuola. Mancano molto banchi e io mi presento ai pochi seduti dicendo nome e cognome e aggiungendo che che io sono tra quelli nuovi in quella classe (come mia figlia che in terza liceo ha cambiato sezione perché hanno diviso la sua classe) e qualcuno fa un commento sul cognome come se conoscessero mia figlia (forse era la sua classe). Particolare importante è il fatto che nel sogno io ho la mia età attuale. Guardando fuori dalla finestra o dalla porta mi sembra di scorgere l’Etna sullo sfondo e deduco di essere in Sicilia. Dopo poco mi ritrovo a letto, nella stessa stanza, e si avvicina una mia amica che con un cagnolino che mi mordicchia la mano. È un letto matrimoniale e dall’altro lato c’è qualcuno ma non saprei chi. Scena successiva mi trovo a parlare con un professore all’ingresso della classe e insieme ad altri due, notiamo che siamo nati tutti nel 72. Parlo un po’ con il professore ma non ricordo di cosa. Fine

Ci sono degli elementi che ricorrono in questo sogno e uno è sicuramente la scuola e l’ambiente della classe in particolare. Che ricordi hai della scuola?

Ho ricordi eccezionali, momenti indimenticabili e molta nostalgia soprattutto degli anni del Liceo. Però non posso negare una certa ansia connessa ai compiti in classe e alle interrogazioni nonostante abbia sempre avuto ottimi voti. Quello che mi manca di più è la frequentazione quotidiana con persone alle prese con i miei stessi problemi e con cui condividevo le stesse aspirazioni. Altra cosa, connessa più all’età che alla scuola in sé, è la sensazione che qualsiasi cosa potesse succedere nel futuro e che fosse completamente nelle mie mani. Sembrava davvero che ogni porta fosse aperta e che ci fosse solo da imprimere una direzione a una corsa già lanciata e comunque bellissima.

Un altro tema che ritorna nel sogno è l’età. Sei in una classe, ma con la tua età. Se tu potessi, cosa porteresti nel passato di ciò che hai ora e cosa recupereresti di quel periodo per portarlo qui oggi?

Porterei la consapevolezza e la sicurezza di chi ha imparato ad accettare e a convivere con le proprie contraddizioni e i propri limiti. Porterei invece qui la spensieratezza di allora.

Nel sogno arriva un cagnolino che ti mordicchia la mano mentre sei a letto. Cos’è che ti pungola quando sei in una condizione di rilassamento?

Il pensiero del dovere, di poter fare qualcosa in più per me stesso e per gli altri.

Con la scrittura cosa capita? Scrivi mai spinto dal senso del dovere?

Sì, spesso. Nel senso che quando ho un romanzo iniziato o solo la bozza in mente, sento di doverci lavorare anche se magari non ho troppe idee. Se lascio perdere mi sento in colpa. Con un po’ di sforzo poi mi ci metto e, piano piano, la storia mi prende la mano e tutto diventa più facile e piacevole.

Perché è importante chiudere ciò che iniziamo?

Per dare un senso al tempo e illuderci di servire a qualcosa, per combattere il nostro senso di incompiutezza.

Cosa ti manca?

Un respiro più grande, un senso di comunione e condivisione con più persone. Nella scrittura ricerco anche questo.

Secondo te, siamo soli in mezzo alle persone o in fondo non siamo mai soli davvero?

Possiamo essere soli in mezzo alla moltitudine o sentirci in sintonia anche con pochi intorno. Mi capita di vivere entrambe le sensazioni.

Nel sogno c’è qualcuno nel letto al tuo fianco, ma non sai chi sia. Ci sono parti di te che restano nascoste? Le frequenti ogni tanto?

Le frequento nei sogni e nei libri. Quelli che leggo ma soprattutto quelli che scrivo.

Lettura e scrittura ti hanno cambiato?

Non direi, no. Ho approfondito e scoperto dei lati di me che non conoscevo o che erano rimasti sepolti e chiedevano solo di emergere in superficie.

Grazie Filippo!

Qui sotto trovate i due romanzi pubblicati da Filippo con DZ Edizioni, ovviamente sono disponibili in questo sito.

Ci vediamo il mese prossimo!

 

Daisy Franchetto

 

 

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