Intervista onirica a Livia De Simone
On 07/10/2020 | 0 Commenti

 

Buon mercoledì!

É il primo mercoledì del mese, quindi vi tocca l’intervista onirica, ma non a un autore… a un’illustratrice.

E non un’illustratrice qualsiasi, l’art director della nostra sezione illustrati!

Con lei abbiamo parlato di fuoco, di passione e di ali.

A voi: Livia De Simone!

 

 

Raccontaci dei tuoi sogni.

A volte capita che, leggendo di sera, quando mi addormento, i sogni mi portino in mondi fantastici

Non ricordo i dettagli, però mi è anche capitato nel dormiveglia di ricordare ancora qualcosa che poi mi ha ispirato per delle illustrazioni che ho realizzato.

Ricordo che quando poi ho disegnato Fuoco, avevo in testa un’immagine svegliandomi che era di una donna che usciva dalle fiamme. In realtà l’immagine non era proprio così come poi l’ho disegnata, era frontale, aveva gli occhi aperti e giallo chiarissimi ed era più combattiva. Poi però, quanto sono andata a disegnarla, ho preferito qualcosa di più “statico” diciamo, meno guerriera. Da lì è nata l’idea di realizzare i quattro elementi!

Una cosa simile mi è successa più di recente. Era sera e stavo leggendo Nephilim di Valerio la Martire

Non ricordo bene a che punto del libro ero arrivata, mi sembra verso la fine.

Ciò che leggi di insinua nei tuoi sogni, è l’ultimo pensiero prima di addormentarti. Spesso mi succede di non ricordare i sogni che faccio, però anche in questo caso ricordo grandi ali e un corpo in ombra, non ben visibile. Da questo è nata l’illustrazione del Nephilim, che non rappresenta nessun personaggio in particolare del libro di Valerio.

Da quel che ci hai raccontato, nonostante sia difficile per te ricordare i sogni, sembra che alcuni scaturiscano proprio dalle letture. Le parole entrano e l’inconscio le elabora restituendoti le immagini che poi crei. Se sei d’accordo, partiamo da questa figura di donna che esce dal fuoco. Il fuoco simbolicamente ha una valenza un po’ ambigua. Scalda e protegge l’essere umano dal freddo e dagli animali feroci, però è anche fonte di distruzione e potenzialmente pericoloso. La donna che esce dalle fiamme non sembra temere il fuoco, anzi pare un suo elemento. Anche tu gestisci simbolicamente le fiamme nella vita di tutti i giorni?

Ci provo. Nella vita di tutti i giorni non è sempre facile gestire tutto al meglio! Però non mi paragonerei tanto all’elementale del fuoco, lei la vedo come un essere austero e combattivo, perfettamente in grado di gestire ogni aspetto del fuoco, positivo o negativo che sia. Io non mi sento del tutto così. Non sono sempre così sicura e determinata nella vita di tutti i giorni, ho anche tanti dubbi e debolezze che fanno parte di me e che a volte prendono il sopravvento.

Prima hai parlato di un progetto legato ai quattro elementi. In cosa consiste?

Non c’è stato un motivo in particolare che mi ha spinto a realizzare i quattro elementi. Mi faccio spesso influenzare dalle sensazioni del momento e dalle sensazioni arrivano poi le idee. Idee che prendono forma con delle immagini, rapidi flash che sono un input per iniziare qualcosa di nuovo. Il primo è stato fuoco, nato da un sogno, e mentre realizzavo questa donna tra le fiamme mi è venuta l’idea di rappresentare anche gli altri tre elementi, e così pian piano hanno preso forma anche acqua, aria e terra.

Le passioni possono mettere in pericolo?

Se con “mettere in pericolo” intendi che le passioni che una persona può avere possano diventare un pericolo per la persona stessa, sì, penso che se una passione diventa più importante di tutto il resto, e porta la persona lontano dalla realtà che la circonda, può essere nociva. È giustissimo coltivare delle passioni, ed è giusto anche a volte evadere un po’ dalla realtà di tutti i giorni, ma non devono diventare dei sostitutivi della vita reale. È invece bellissimo se si riesce a far diventare una passione qualcosa di più di un passatempo. Per una persona come me per esempio, a cui è sempre piaciuto disegnare, essere riuscita a fra diventare questa passione un lavoro è una bella soddisfazione.

Tra le immagini che hai creato ci sono anche delle ali con un corpo in ombra. Cosa rappresentano per te le ali?

La prima cosa che mi viene in mente è Libertà. Il mio lato da sognatrice mi fa pensare alla sensazione di libertà che si deve provare a spiccare il volo e librarsi tra le nuvole.

Nell’immagine che ci hai descritto il corpo è scuro, mentre le ali sono bianche, quasi ci fosse qualcosa di nascosto, o di oscuro, che affianca il nostro desiderio di volare, come hai detto tu poco fa. Che cosa impedisce il tuo volo?

Fino a qualche tempo fa penso la mia insicurezza. Insicurezza nel buttarsi in qualcosa di nuovo e sconosciuto, la paura di non esserne all’altezza. Anche ora a volte quelle stesse insicurezze riemergono, e so di avere ancora parecchia strada da percorrere però credo di aver imboccato la strada giusta, una strada che mi porta soddisfazioni e mi fa sentire bene.

 

Vi diamo appuntamento alla prossima intervista onirica!

Daisy

 

Livia, oltre a essere creatrice di tante cover per la nostra casa editrice, ha realizzato due illustrati: Imaginarium con testi di Francesca Pace e Dei Del Nord con testi di Alessandro Fusco.

 

Leave a reply