La paura è un’emozione forte, devastante, in grado di paralizzarci o renderci violenti. Quando a farci paura poi, non sono mostri di immaginari lontani e fantastici, ma qualcuno o qualcosa di terribilmente reale, vicino alle nostre vite. Quando il mostro è una persona comune, quando è nascosto dentro noi stessi, allora gestire la paura diventa più difficile e fuggire diventa impossibile.

Il mio ospite di oggi la paura la sa raccontare e far vivere nei suoi romanzi. Lui è Giacomo Ferraiuolo e ci parlerà del suo romanzo Stanza 218.

Ciao Giacomo, benvenuto. Quale bevanda associ al tuo romanzo e perché?

Ciao a tutti! Al mio romanzo Stanza 218 associo un bel Mojito Nero, il motivo è perché adoro questo cocktail e direi che questa variante oscura si abbini perfettamente alle atmosfere del mio romanzo, e al colore delle ombre che popolano la casa di Adele!

Da dove prendi ispirazione per i tuoi scritti?

Dalla vita di tutti i giorni, dalla quotidianità, perché spesso si tende a relegare l’horror come a qualcosa di lontano da noi, forse per esorcizzarlo e per sentirsi sicuri. Ciò che mi piace è proprio minare quella sicurezza. Per questo sia nei miei racconti che nei miei due romanzi (tutti e tre i volumi pubblicati dalla DZedizioni), le vicende avvengono nelle nostre case, nel nostro vicinato, nell’azienda dove lavoriamo. Il ‘cattivo’ è con noi.

Sei uno scrittore metodico o impulsivo?

Impulsivo ma sto cercando di diventare metodico. Nel senso che appena mi viene in mente un’idea tendo subito ad appuntarla, poi continuo a pensarci per diverso tempo, per farla maturare e capire se effettivamente possa essere una bella idea e, quando mi sento pronto, comincio a scrivere di getto. Adesso invece sto cercando di utilizzare delle scalette anche perché io sono una persona molto disordinata nella mia quotidianità, e lo sono anche nella scrittura. Non vi dico quando riprendo in mano un manoscritto dopo un periodo di riposo… a volte vorrei scappar da casa :p

Ci sono nuovi progetti per il futuro?

Ho da poco ultimato un nuovo romanzo, un thriller molto crudo, tranquilli, non abbandono l’horror, solo che la storia che ho scritto si sposava meglio con il thriller piuttosto che con l’horror. Ho già un’altra storia pronta per essere scritta ma, come ho detto sopra, devo diventare metodico e ciò significa anche scrivere una storia per volta!

Scegli una colonna sonora per il tuo romanzo.

Marilyn Manson, TUTTA la discografia, ma se dovessi sceglierne una andrei con:

Vi lascio un estratto di Stanza 218 e il mio parere al romanzo.

Estratto

Una voce profonda fece tremare i mobili e il pavimento. Si accodarono altre voci a essa e le ombre divennero forme umane, si trasformarono in esseri pallidi che la fissavano con occhi colmi di amore e bocche pregne di morte.

Allungarono le loro mani magre e pallide verso di lei e l’accarezzarono. Si strinsero sul ventre e Anna, scossa dalle convulsioni, iniziò a vomitare sangue imbrattando il pavimento, con il volto ridotto a una maschera di dolore e disperazione.

Affondò le unghie nella pelle del divano e strappò via rivelando un groviglio di capelli neri e secchi che riempiva i cuscini.

Gli occhi le rotearono indietro. Il bianco pallido risaltò contro tutto il sangue che continuava a sputare.

Adele scoppiò a ridere, in cima alle scale, al suo fianco Davide e quattro donne vestite di nero.

Anche loro imitarono la padrona di casa e le loro grida di piacere tuonarono coprendo il rumore sordo del corpo di Anna che batteva contro il pavimento.

Il parere di Elena

Stanza 218 è un romanzo dalle atmosfere claustrofobiche, oscure ed angoscianti, in grado di risucchiarci attraverso descrizioni raffinate e avvolgenti all’interno di una storia inquietante che ci farà saltare sulla sedia più volte e che saprà dissotterrare le paure più profonde e insite nel genere umano. Ogni lettore dovrà fare i conti con i propri mostri e con quelli dei protagonisti, avrà bisogno di urlare e fuggire da quelle suggestioni che Giacomo Ferraiuolo con la sua penna graffiante riuscirà a rendere reali, palpabili e visibili ad ognuno di voi. Non riuscirete a resistere alla tentazione di guardarvi alle spalle.

Vi aspetto al prossimo appuntamento

Un abbraccio

Elena