Aperitivo con l’autore – Elena Mandolini
On 13/01/2020 | 0 Commenti

“La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.”

Inizio questo editoriale, il primo del nuovo anno, con una citazione di Oscar Wilde, una citazione che ben si sposa con l’argomento che la nostra ospite di oggi, ha affrontato nel suo romanzo: lei è Elena Mandolini e il suo libro “L’ultima cura”.

Benvenuta Elena, iniziamo con la domanda di rito: Quale bevanda associ al tuo romanzo e perché?

Ciao a tutti. Vi offro vodka e chinotto. Ci ho pensato molto e credo che questa bevanda lo rappresenti bene.  All’interno del romanzo non c’è questo cocktail, anche se la protagonista, Claudia, non disdegna gli aperitivi alcolici. Il chinotto conferisce a questo cocktail un sapore asprigno e dolce, che ben richiama le atmosfere del libro; inoltre gli dona un colore scuro che penso rievochi degnamente il genere thriller – horror. Per realizzarlo occorre poco: ghiaccio, una fetta di arancia, 1/3 di vodka e 2/3 di chinotto. La preparazione è semplice: mescolare vodka e chinotto in un bicchiere con ghiaccio e aggiungere una fetta di arancia. Cin cin!

Cin cin!

Da dove prendi ispirazione per i tuoi scritti?

Dipende. Di solito tutto nasce da una immagine, un flash, che spunta nella mia mente. In genere è il finale del romanzo. La fase successiva consiste nel capire come costruire la storia per poter arrivare a quel dato punto. L’ispirazione può arrivare da qualsiasi parte: guardando un film, camminando, ascoltando una canzone. Basta osservarsi attorno ed essere curiosi e ricettivi. Cogliere ogni input è fondamentale. Ammetto, però, che anche i sogni e gli incubi mi hanno sempre aiutata. Il mio primo romanzo è nato proprio grazie a un incubo avuto anni prima.

Sei una scrittrice metodica o impulsiva?

Bella domanda. Credo di essere sia impulsiva che metodica. La parte metodica emerge all’inizio, quando devo lavorare alla struttura del romanzo e alle regole del mondo in cui si svolge la storia. Stessa cosa per quanto riguarda il carattere e le peculiarità, fisiche o meno, dei personaggi. La parte impulsiva viene fuori con la stesura del romanzo. Lascio che l’istinto mi faccia da guida e mi dica quando scrivere e come fare evolvere i personaggi.

Ci sono nuovi progetti per il futuro?

Tanti progetti, ma c’è una storia a cui tento molto e che ha messo in secondo piano tutte le altre: un post apocalittico autoconclusivo. Dietro l’angolo mi aspetta una trilogia horror ambientata nell’Europa di fine ottocento.

Scegli una colonna sonora che possa accompagnare la lettura del tuo romanzo tuo romanzo.

Ci sono tante canzoni che ho ascoltato mentre scrivevo L’ultima Cura, ma credo di poter citare quelle che sentivo maggiormente: Coming undone (Korn), Paralyzer (Finger Eleven), Next to me (Imagine Dragons) e Wicked Game ( versione di Ursine Vulpine & Annaca)

https://www.youtube.com/watch?v=yPsqQ13UduQ Coming Undone

https://www.youtube.com/watch?v=BJk6gZuPKRE Paralyzer

https://www.youtube.com/watch?v=-C_rvt0SwLE Next to me

https://www.youtube.com/watch?v=7PoIisbJ7HI Wicked Game

Grazie Elena per la disponibilità e per il tempo donatoci.

Vi lascio con un breve estratto de “L’ultima cura” e la mia opinione al romanzo!

Estratto

Un altro grido. Mi affaccio in corridoio e vedo degli infermieri correre verso una stanza poco più avanti. In lontananza la ragazza urla ancora.

Lucia?

Ho davvero paura che sia lei. Devo capire se è così.

«Resta qui» faccio ad Alessandro e corro per raggiungere la stanza di Lucia.

Un medico entra difilato e io mi avvicino per controllare cosa stia accadendo. Lei è sdraiata sul letto. Un infermiere con la stessa struttura fisica di Martin le sta a cavalcioni, bloccandole le braccia. Lucia continua a gridare. Alterna strilla a frasi senza senso.

«No, no. Perdonami.» Urla.

«Non volevo.» Grida.

«Ho pa-paura.»

Il modo in cui urla l’ultima parola mi fa tremare. Quello strillo era carico di disperazione, angoscia e panico.

«Lucia?» pronuncio il suo nome sottovoce. Faccio un passo per entrare nella stanza, ma un secondo infermiere con in mano una siringa piena di liquido trasparente mi chiude la porta in faccia.

Il parere di Elena

Laciatevi trascinare nell’oscura claustrofobia della mente umana, dalla paura del vuoto e dell’ignoto. Preparatevi a lasciarvi alle spalle ogni certezza, nell’esatto momento in cui, deciderete di seguire Claudia nel suo viaggio, ricco di adrenalina, suspense e contrasti.

L’ultima cura è un horror che accarezza il thriller e dalle sfumature distopiche che affascina e ipnotizza il lettore. Un romanzo scritto con una penna incisiva e tagliente, seppur seducente e ammaliante che vi trascinerà senza alcuna possibilità di fuga, in un viaggio in bilico tra la verità e la menzogna, tra la realtà e la più vivida e assurda immaginazione.

Vi aspetto lunedì prossimo!

Un abbraccio

Elena

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