Artisti sotto ai riflettori: Focus Dark – Prima Puntata
On 30/01/2019 | 1 Commenti

Buon pomeriggio Darkettoni, oggi ho deciso di mettere da parte per un attimo gli autori e tormentare gli artisti, insomma: illustratori, grafici, fumettisti, i gatti e i demoni dell’oltretomba… Nessuno è salvo con me!

Bene, adesso starò zitta e lascerò parlare loro… forse.

Antonella Monterisi

Non sono un’illustratrice, non mi occupo di disegno digitale o manuale, bensì di foto-manipolazioni. Nonostante ciò, cerco comunque di metterci del mio in ogni lavoro; in ogni effetto o pennellata che vado ad applicare per modificare le foto.

Cerco di dar vita all’atmosfera del libro, di rendere visivamente quella “magia” che ogni storia racchiude in sé.
Amo lavorare con le cover fantasy e quelle horror, mi piacciono molto le atmosfere cupe e il blu, adoro le cover blu.
Proprio per questo le copertine di DarkZone di cui vado più orgogliosa sono “Cuore di Neve” di Debora Mayfair, “Bucaneve” di Paolo Fumagalli e “Versus” di Lucia Guglielminetti. Questa è la mia Top 3, ma in realtà mi piacciono tutte le cover Dark (sia le mie, sia quelle dei miei colleghi). Francesca, il nostro editore, è molto precisa e i suoi consigli in fase di progettazione sono fondamentali per ottenere alla fine un lavoro suggestivo.
Non c’è una cover Dark fra quelle realizzate dai miei colleghi che  avrei voluto curare io. Sarò di parte, ma per me sono tutti artisti bravissimi e quando mi trovo di fronte a uno dei loro lavori non posso che sgranare gli occhi per la meraviglia.
Per quanto riguarda il mio stile, oltre a un tocco di blu (che in genere non manca quasi mai, tranne richieste specifiche), cerco di inserire dei giochi di luce, effetti sfumati e ombre che dal basso, dall’alto o dall’esterno si allungano verso l’interno.

Ecco, tento di ricreare sempre un punto di luce ben definito e più o meno centrale, in modo da dare l’idea di un mondo che si schiude agli occhi del lettore.

Cristiana Leone

“Cloack – Adrian”

Il primo progetto che ho realizzato in collaborazione con la Dark Zone.
Si tratta di un racconto illustrato, scritto dal bravissimo Valerio La Martire, che narra le vicende di una squadra, composta da due Nephilim e un mutaforma, alla ricerca di un bambino molto speciale, scomparso tanti anni prima.
Il racconto si allaccia alla saga dei Nephilim di Valerio e si ambienta nel mondo da lui creato. Tuttavia è una storia a sé stante, con personaggi e ambientazioni diverse, ed è quindi perfettamente fruibile anche per chi non ha avuto modo di leggere la saga.

E’ stata per me la prima volta che realizzavo un racconto illustrato, ed è stata un’esperienza meravigliosa. Collaborare con Valerio, confrontando le idee, immaginando insieme i volti dei personaggi e le ambientazioni, creare i layout e gli schizzi, è stato un processo creativo davvero interessante e stimolante, e sono davvero felice del lavoro che siamo riusciti a realizzare insieme!

Ciò che più ho amato disegnare, sono stati sicuramente i protagonisti. In generale, creare i personaggi e dare loro un volto è ciò che amo di più fare. E devo dire che tutti i personaggi di Cloack, ma in particolare i protagonisti, son venuti fuori subito, quasi da soli, grazie agli input di Valerio.
Il personaggio più difficile da disegnare è stata Nadine, non tanto nella sua forma umana, ma in quella di puma. Confesso che non disegno spesso gli animali, quindi per me è stata una sfida che all’inizio mi spaventava molto, ma che ho accettato ben volentieri, perchè era comunque un modo per superare i miei limiti. E poi, grazie a tanti studi, l’osservazione di references, e schizzi, sono riuscita a… cavarmela! (Spero!)

Ciò che per me è più importante, nel disegno, è il riuscire a trasmettere, a comunicare immediatamente il “mood”:

Le sensazioni e le emozioni dei personaggi. Per questo cerco sempre di porre particolare attenzione nelle espressioni dei volti, nell’atteggiamento e nella gestualità del corpo, ma anche nell’uso di particolari colori, che veicolano naturalmente alcune emozioni. Per “Cloack”, ad esempio, ho scelto di usare tonalità cupe come il rosso scuro o il blu, per sottolineare l’atmosfera un po’ sinistra e “ansiogena” di alcune ambientazioni.

Spero di poter cominciare presto a lavorare ad un nuovo capitolo di Cloack, insieme a Valerio. Con gli stessi protagonisti, ai quali ormai sono tanto affezionata, ma in una nuova, emozionate, avventura, e con nuovi personaggi e nuove ambientazioni!
E poi chissà, magari in un futuro, mi piacerebbe tanto realizzare un sogno: quello di lavorare ad un mio progetto di racconto illustrato!

 

Per oggi è tutto, al prossimo appuntamento (che sarà tra qualche giorno 😉 )

-Marika

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