A tu per tu con l’Editore
On 30/11/2018 | 0 Commenti

Nessuno arriva a te per caso. Ciascuno arriva per una ragione.”

(Ramtha)

 

Ci sono incontri, nella vita di ognuno di noi, che ci cambiano, ci aiutano a crescere e a migliorarci.

Ci sono persone che con la loro positività e determinazione riescono a creare mondi magnifici, realizzare i propri sogni e ad aiutare gli altri a realizzare i loro.

Francesca Pace, mamma, moglie ed editrice di successo è una di queste.

Una Donna, con la D maiuscola, che ho conosciuto anni fa e che, con la sua spontaneità e la sua forza mi ha conquistata immediatamente e che oggi ho l’onore di intervistare.

Ciao Francesca, nonostante la nostra collaborazione sia ormai ben avviata, confesso di essere emozionata ad intervistarti.

Parto subito a ruota libera, sei pronta?

Ciao Elena, si dai, credo di essere pronta. Iniziamo!

Da autrice self a editrice, cosa ti ha spinto a fare il salto?

La voglia di fare, migliorare e condividere.

Da autrice self ho conosciuto autori emergenti, autoprodotti e non, che lamentavano tutti la medesima cosa: la mancanza di una guida.

Per inesperienza si rischia di incappare in sedicenti professionisti che spillano soldi, non si sa come muoversi nell’ambito della promozione o come arrivare ai lettori in modo maggiormente incisivo.

Io ho avuto l’enorme fortuna di incontrare professionisti dell’editoria che mi hanno “insegnato” come orientarmi.

 Mi hanno dato una base di partenza solida dalla quale io sono partita con entusiasmo imparando quando ancora non sapevo. Ad un certo punto ho voluto mettere a disposizione degli altri la mia esperienza e quella di chi avrebbe potuto insegnarci qualcosa.

Nasce cosi un gruppo FB all’interno del quale autori e addetti ai lavori avrebbero potuto confrontarsi.

Un gruppo in cui ognuno avrebbe messo a disposizione le proprie abilità e doti. Presto il gruppo si aprì ai lettori ed il confronto divenne a tutto tondo.

Ho capito che amavo il mondo degli autori, che scrivere, raccontare storie mie e di altri era ciò che desideravo fare. In meno di un anno ho poi, maturato, l’idea della DZ edizioni.

Dal pensarla a realizzarla è passato un attimo. 

Come è nata la DZ edizioni? 

In termini pratici è nata da un bel casino… ahahah!

Ho deciso e ho aperto i battenti senza un piano, senza un progetto, solo con la voglia di creare una realtà editoriale pulita, sana, familiare.

Tutto è partito da un desiderio utopico, anche se oggi, dopo quasi due anni, mi rendo conto che tanto utopico non era, di creare una CE in cui gli autori fossero trattati come avrei voluto essere trattata io da autrice: come persona non come un numero del fatturato annuo.

Volevo si creasse un ambiente amicale, in cui la competizione è ai minimi termini perché tutti credono nel progetto e ne desiderano la realizzazione.

Cos’è per te la DZ edizioni? 

Oh mamma… è un sogno che si realizza.

Elena, quante persone possono dire di svolgere il lavoro che sognavano da bambini? Ecco, io sono certamente una di quelle persone.

Parliamo della selezione dei manoscritti.

Come avviene la selezione? Quali sono di media i tempi di risposta?  

Ebbene la selezione avviene in tempi diversi secondo dinamiche diverse.

Con ordine: una prima scrematura si fa quasi automaticamente, escludendo tutti gli invii non conformi (errore di formato, mancanza di dati di presentazione, etc etc)

I restanti manoscritti vengono smistati e assegnati ai nostri direttori di collana, la DZ ne conta cinque al momento, diciamo uno per collana.

I direttori di collana leggono i manoscritti loro assegnati e redigono una scheda di valutazione.

A questo punto possono succedere due cose: il direttore è sicuro della sua idea, quindi mi gira la scheda di valutazione e io procedo nel contattare l’autore.

 Il direttore di collana è incerto. A questo punto si indice una riunione a cui partecipano tutti i direttori, il responsabile di Tracce d’inchiostro, la società a cui ci appoggiamo per i lavori di editing e correzione bozze ed io.

L’incontro serve per confrontarsi e discutere insieme dei motivi di incertezza per trovare la giusta via.

Quali sono le caratteristiche che un manoscritto DEVE necessariamente avere per essere selezionato?

Un manoscritto ci conquista se presenta una trama originale, un intreccio fitto e dinamico e se i personaggi hanno qualcosa da raccontare.

Le Opere devono lasciare un segno in chi le legge, un segno di qualsiasi tipo.

Dallo sdegno al fastidio, dalla malinconia alla gioia… qualsiasi reazione purché ci sia!

Una nota particolare da me “imposta” riguarda le figure femminili. Se ci sono protagoniste donne, devono essere strutturare, attive e non “addormentate” in attesa di essere salvate.

Pubblicare scrittori emergenti è una scelta molto coraggiosa, cosi come lo è pubblicare storie originali.

Quanto rischia un editore a pubblicare un testo che sia, a modo suo, alternativo?

Il rischio fa parte del lavoro. Si rischia in termini di immagine ed economici,  ma solo puntando seriamente su ciò in cui si crede si raggiungono i risultati voluti.

Investire in qualcosa di nuovo, innovativo permette di crescere e migliorare.

Io sono convinta che in Italia ci siano delle penne sopraffini, si deve solo avere il coraggio di metterle in luce.

Prima di arrivare sul mercato ogni romanzo affronta un processo di creazione.

Quali e quanti sono gli step che precedono la pubblicazione?

 Innanzi tutto viene richiesto agli autori di uniformare il loro file al nostro vademecum: un insieme di regole molto semplici che determinano le linee editoriali e le caratteristiche  di ogni CE. Successivamente, si passa al lavoro duro, ossia all’editing, che può avvalersi di un numero di sottopassaggi diversi a seconda del caso. Una volta editato il romanzo va in correzione bozze, poi all’impaginatore e infine ritorna all’autore per il visto di stampa.

Questa è “solo” la produzione,  alla quale poi seguono le fasi del post produzione, ossia la promozione, la produzione del materiale pubblicitario e, ovviamente, la stampa cartacea dell’opera.

Qual è l’organigramma della dz? Quante persone lavorano dietro le quinte?

 Non è mio solito fare i nomi, ma ti dirò il numero delle persone che lavora in ogni settore.

6 professionisti selezionano e valutano i manoscritti.

1 società di editing si occupa dei nostri romanzi

3 sono i correttori bozze

2 sono gli impaginatori

3 persone si occupano della gestione del sito

2 sono i community manager/social media manager

Quanto è difficile gestire una realtà in crescita come la DZ?

 Lo è stato molto all’inizio.

Diciamo che non mi aspettavo una crescita così esplosiva e ci siamo trovati un filino sopraffatti. Sopraffazione durata meno di un istante, poiché sono solita trovare soluzioni presto e con intenzione.

Nell’esatto momento in cui ho trovato nuovi e validissimi collaboratori, che hanno rimpinguato le fila del nostro staff, tutto è divenuto più semplice, meglio organizzato e il nostro lavoro ha guadagnato in qualità.

Certo, non è facile gestire le persone, le menti, i cuori di tutti i darkers, ma l’impegno vale il risultato.

Amo che la mia sia una realtà cosi intensa.

Parliamo delle fiere, quali sono le sensazioni che provi da autrice ed editrice in durante queste manifestazioni?

        

 Chi lavora con me lo sa!  Sono sempre agitatissima prima dell’inizio di un evento.

Le emozioni sono tante e contrastanti. Mi sento responsabile per i miei autori, per i lettori, ma appena il sipario si alza mi godo l’affetto e le testimonianze di stima che non mancano mai.

Proprio questa voglia, quasi una necessità di condivisione, di sensazioni ed emozioni mi ha dato la spinta a creare la DZ.

Nello specifico, come autrice sono felice di sapere che le mie storie hanno lasciato un segno, un ricordo che porta i lettori a venirmi a trovare per scambiare due parole.

Come editore, mi sento orgogliosa e fiera quando i miei autori firmano una copia o quando si emozionano per i complimenti di un lettore.

Cosa provi quando un lettore acquista un libro DZ? E quali sono le sensazioni che hai, quando qualcuno torna di nuovo ad acquistare?

Un sano OH YEAHHHHHHHHHHH più un EDDAJEEEEEEEEE potrebbe in qualche misura rendere l’idea!

Oramai è noto che la DZ non è una semplice casa editrice, ma una vera famiglia.

Ho avuto più volte l’onore e il piacere di partecipare con te e la Dark Family a tante manifestazioni.

Munita di macchina fotografica e taccuino, ho visto e immortalato le emozioni dei sold out,  la stanchezza, la gioia, le vostre “facce buffe”, ma soprattutto, ho visto sorrisi, per chiunque si avvicinasse allo stand!

Il vostro calore si percepisce a km di distanza e i lettori ne restano affascinati.

Cosa si prova ad essere la “mamma” di questa grande squadra?

AHAHAHAHAH …. Aiutoooooooooooo !!!!

A parte gli scherzi, cavalcando il paragone..come una mamma mi arrabbio, gioisco, gratifico e a volte sgrido, ma, in ogni caso, sono felice di ogni collaborazione stretta e di ogni risultato raggiunto.

DZ Comics, una realtà che si aggiunge ad un catalogo già fitto.

Come è nata l’idea di unire una sezione dedicata ai fumetti? 

Si,l’idea è nata ad aprile del 2018.

La verità è che stavo “corteggiando” a livello professionale un “fumettaro” di cui amo le storie.

Quando lui ha accettato di firmare con me e di intraprendere insieme quest’avventura, delineare la DZ Comics è stato facile.

Sapevo già con chiarezza quali titoli avrei voluto veder diventare  fumetti e quali gli artisti che avrei voluto accettassero di collaborare con noi.

Elena, la verità è che, con un pelo di presunzione, diventare un punto di riferimento in editoria per quanto riguarda il fantastico sotto forme diverse significa allargare gli orizzonti.

Letteratura, fumetti e libri illustrati credo vadano a braccetto quando si parla di mondi straordinari e suggestivi.

Qual è il punto di forza della DZ?

 Le persone che ne fanno parte.

Progetti futuri?

 Oh mamma…

Per quanto riguarda la DZ, e questa è una super anticipazione, vorrei aprirmi al mercato estero.

Per me come autrice…. finire un romanzo fermo da quasi 4 anni.

 Adesso tocca alla domanda stupida: Oramai, ho all’attivo diverse fiere con voi e come ben sai, la mia macchina fotografica non mi abbandona mai. Quante volte hai pensato di chiamare la sicurezza per farmi portare via?

Ora… cosa dovrei mai risponderti?!?!? Hai l’innata e assoluta capacità di immortalarmi in pose improbabili, con sguardi terribili e smorfie orribili…che vuoi che ti dica…che ti vieterei l’ingresso??? Ma se sono io che ti invitoooooo…hahahahaha!!

 

 

 

 

 

 

 

 

A questo punto io non posso che ringraziarti per il tempo che mi hai dedicato.

Grazie a te

 

 

A voi tutti auguro buona lettura

Un abbraccio

Elena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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