Le interviste della Dark Zone- Daniel di Benedetto
On 13/06/2017 | 0 Commenti

Ciao Daniel, allora iniziamo… sei pronto?

1) Chi è Daniel come autore?
Direi una persona che in primis scrive quello che piace a lui. Non seguo pedissequamente la moda o il genere “facile”.
Sono ipercritico con me stesso (forse anche qualcosa di più) e questo mi porta a essere pigro e, letterariamente parlando, “stitico” di parole.
Scrivo soltanto quando sono totalmente certo di quello che voglio dire, senza perdermi in ghirigori o descrizioni che tolgono ritmo.
2) In base a questo, cosa puoi dirci di Daniel come persona? È molto simile all’autore?
La parte ipercritica c’è eccome. Io non sono mai contento o soddisfatto di me stesso. Penso, anzi sono assolutamente convinto, che ci sia sempre qualcuno più bravo, capace, interessante di me.
Io sono uno dei tanti, semplicemente.
C’è da dire che come i miei personaggi tendo a dare tutto di me, se colgo la fiducia intorno. E per fiducia parlo di qualcosa senza doppi fini… ho incontrato troppa gente che con la bella faccia davanti, voleva semplicemente “farsi bella” rinfacciando i suoi sorrisi per un tornaconto personale.
3) Quale è il titolo del tuo ultimo romanzo? Perché hai scelto proprio questo?
Si intitola “Waiting”, e per la prima volta mi sono lasciato andare alla narrativa classica. Volevo raccontare una storia. Tante storie. Una intrecciata all’altra, un po’ come poi accade davvero nella vita di tutti i giorni.
E per farlo, ho scelto un tema portante, una sorta di filo conduttore. Quello dell’Attesa.
Come dice lo strillo di copertina, il cosiddetto “claim pubblicitario”, Tutti quanti sono alla ricerca di Qualcosa…o di Qualcuno.
Ed è la verità. Tutti quanti nella vita siamo di fronte all’attesa di qualche cosa, in diversi modi e nelle varie età.
4) Stai lavorando a nuovi progetti? Puoi anticiparci qualcosa sul genere?
Quando finisco un progetto mi prendo sempre un periodo medio lungo di vero e proprio distacco dalla penna (ecco che torna la pigrizia).
Un plot c’è, è già stato fatto leggere e “approvare” a un paio di persone che godono della mia fiducia più completa.
Parlerà ancora di emozioni e di sentimenti, declinati in un bel mix… sport e rapporti familiari…
Vedremo se l’estate mi farà tornare la voglia di buttarmi a capofitto…
5) Un saluto per i tuoi lettori e un motivo per leggere waiting.
Lettori…io spero sempre ci sia qualcuno disposto a concedermi fiducia, a lasciarsi andare alle emozioni e alle parole di un autore sconosciuto…
Credetemi, questa volta non vi pentirete di sedervi sulla “mia” panchina…
È bello riuscire a condividere un’emozione ed è anche straordinariamente complicato, senza sentirsi “stupidi”, deboli e magari ridicoli.
Ecco… io mi siedo qui, sulla panchina dove si susseguono le storie di Waiting, vi aspetto…
Sorridendo.

-Marika Vangone

Leave a reply