L'autore del mese
Daniela Ruggero e Daniel Di Benedetto Generi: distopico / narrativa e noir Autori di due generi completamente differenti, accomunati non solo dalla passione per la scrittura ma anche dal magnifico risultato raggiunto al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Sia Daniela Ruggero, con il suo distopico “NECTUNIA”, che Daniel Di Benedetto con “IL SENSO DELLA COLPA”, durante l’evento hanno visto diminuire il numero delle copie dei loro romanzi un po’ alla volta fino a raggiungere il Sold Out.

 Daniel Di Benedetto

 Nato a Torino il 21 ottobre del 1981 è autore del noir breve “PER NON PERDERTI”, dell’opera di narrativa sold out al Salone Internazionale del libro di Torino 2017 “WAITING” e del romanzo di narrativa noir “IL SENSO DELLA COLPA” .

D: Raccontaci le tue emozioni legate al Sold Out.

R: L’ho vissuta all’inizio con ansia. Poi ho smesso di pensarci… vedevo la gente interessata a tutti i nostri libri DZ e mi sentivo bene. Mi ha divertito prendere bonariamente insulti da decine di amici e conoscenti perché “Eh, ma non mi hai tenuto da parte la mia copia! E adesso?”
… e adesso, spero che sappiano avere la pazienza di aspettare la ristampa…
Mi è stato fatto l’applauso allo stand al momento del sold out. Io, che odio mettermi in mostra, per tutta risposta mi sono rifugiato “in cantina”, a ricaricare libri appena venduti

D: C’è un aneddoto divertente legato al romanzo che ti ha fatto raggiungere questo risultato?

R: Ho chiesto a tre beta diverse di leggermi, capitolo dopo capitolo, dandomi le loro impressioni.
È incredibile come nessuna di loro mi abbia detto mai una cosa uguale alle altre due persone, dall’inizio alla fine…
Già sono uno che non è fornito di autostima di serie. Tra critiche, suggerimenti e “io farei cosi”… È stata lunga!

D: Come è nato “IL SENSO DELLA COLPA”?
R: Mentre pensavo a una storia nuova da scrivere, più di una persona mi chiedeva di far tornare Bruno Tortora, uno dei personaggi di “Per non perderti”.
Avevo un vecchio racconto che mi è sempre piaciuto molto e che spesso, ridendo, credevo fosse una buona base da cui partire per qualcosa di più articolato. Ho iniziato per scherzo a pensare di riprenderlo e trasformarlo… a poco a poco l’idea ha preso forma, pur se tra mille dubbi di non essere in grado di portare a termine il tutto. Rinfrancato dagli insulti gentilmente elargiti da Francesca e da Stefano in una serata milanese per aver espresso i miei dubbi in merito, in un mesetto mi sono messo “di buzzo buono” e all’ultimo momento ho anche deciso di cambiare totalmente il finale… sperando di aver azzeccato il giusto mix.
Per ora, sembra di sì.

 Daniela Ruggero

Nata a Torino nel 1976, moglie e madre, autrice del romanzo distopico “NECTUNIA”.

D: Raccontaci le tue emozioni legate al Sold Out.

R: Descrivere quell’attimo è davvero difficile perché temo davvero di non riuscire a rendergli giustizia. L’ultima copia all’esordio è un sogno. Il distopico non è il genere che scrivo abitualmente, per cui ero spaventata, invece ho avuto un riscontro che non mi aspettavo. Ebbene, ho urlato per la gioia ma anche per liberare l’ansia accumulata nel periodo precedente alla fiera.

D: C’è un aneddoto divertente legato al romanzo che ti ha fatto raggiungere questo risultato?

R: Stavo studiando il modo per rendere credibile la contaminazione del virus tramite l’acqua… per qualche giorno ho usato solo acqua in bottiglia anche per lavarmi i denti…

D: Come è nato “NECTUNIA”?

R: NECTUNIA nasce dalla voglia di creare una storia che potesse insegnare qualcosa a mio figlio in chiave fantasy/distopica. Il romanzo si basa sul rispetto di ciò che è “femminile” partendo da Madre Terra, ferita troppo spesso dal nostro egoismo. Partendo dalla sua morte e rinascita, è voluto che due donne parlassero d’amore e della loro forza nell’inseguire il diritto alla libertà di essere uniche, fragili e forti. Essere madre di un “maschio” implica la responsabilità di insegnargli quanto unico è l’universo femminile. Oltre al messaggio ecologico a cui tengo, usando le mie conoscenze tecnico-scientifiche e avvalendomi di un infermiere biomedico ho creato un mondo nuovo in cui una donna è il generale ribelle che, attraverso il sacrificio di una madre, lotta per un ideale: “Siamo nati liberi e moriremo liberi”. Ed è questo che conta.4815

Daniela Ruggero e Daniel Di Benedetto

Un ritrovo per tutti coloro che hanno in comune
la passione per i libri